Skip to main content
Connect with us
Attualità

Telesud e l’Antimafia: “Bulgarella, cosa vuole costui?”

Secondo appuntamento nel nostro viaggio all'interno dell'antimafia di maniera. Oggi l'editoriale sul libro dell'ex presidente del Trapani Calcio

Pubblicato

il

Telesud e l’Antimafia: “Bulgarella, cosa vuole costui?”
“Quale Antimafia?” atto secondo. Dopo l’editoriale che prendeva spunto dall’arresto di Antonello Montante, dominus di Confindustria, oggi riprorremo il commento del Presidente del nostro Gruppo, Massimo Marino, in occasione della presentazione del libro del costruttore valdericino lo scorso gennaio. Nel frattempo da allora, per dovere di cronaca, l’imprenditore ha avuto archiviato il procedimento per mafia su richiesta della stessa Procura di Firenze. 
 
Ho letto il libro ed assistito alla presentazione. Nell’occasione, il trasporto del presidente del Trapani Calcio era evidente; “aiutato” da una straordinaria partecipazione: circa mille persone che non volevano mancare – e non per “ruffianeria” verso l’imprenditore di successo – perché avvertivano quel pomeriggio quasi come uno spartiacque. Come posso dire, una sorta di manifestazione di cittadini “Liberi”; parafrasando una dell’associazione più in voga di quell’antimafia da “status” che Bulgarella elenca fra le criticità di questa partita truccata. Così come le banche; ne capisco poco, ma ormai è sotto gli occhi di tutti il distacco che gli Istituti di Credito hanno sviluppato dalla loro funzione primaria, ossia il prestito di danaro. In sintesi, se hai garanzie personali forse, e sottolineo forse, avrai la fortuna di accedervi; se sei nato ultimo ti attacchi al tram. Per loro, il rischio d’impresa è pari a zero. Sull’anatocismo ci vorrebbe un trattato a parte. Cosa diversa è, invece, per le storture sollevate negli ambienti inquirenti. Qualcosina, per tradizione familaire e quotidianità professionale, ne so. E Bulgarella, non le manda a dire. Soprattutto nella gestione di consulenti e collaboranti che sembrerebbero assai distanti dal ruolo che gli assegnano i codici sconfinando nel “mascariamento” preconfezionato. Senza giri di parole, questo è il succo del libro. E ad oggi, non mi risulta gli sia giunta alcuna querela. Allora mi domando: cosa aspetta il CSM a resettare l’Ufficio più importante del territorio che vive da anni una guerra intestina con due dei principali PM, Andrea Tarondo e Rossana Penna, in perenne conflitto, a tutti noto ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di censurare, che ha portato quest’ultima a denunciarlo, assieme al marito, per presunti reati informatici facendo finire su registro degli indagati a Caltanissetta il sostituto antimafia bolognese e sul cui esito, qualunque esso sia, nessuno si è mai degnato di risponderci? Cosa c’entra col libro di Bulgarella? C’entra. Intanto, alcuni di questi collaboranti, così come il consulente, sono stati usati dalla Procura di Trapani assai spesso, e da Tarondo in particolare tanto d’affermare pubblicamente in un dibattito che “il consulente in questione non collaborasse più da tempo con la Procura”, in una sorta d’istintiva “difesa d’ufficio”.  Ma per essere chiari: non stiamo per nulla affermando che siano stati “gestiti” illecitamente; una volta, però, ho letto che un magistrato, ancor prima d’esserlo, deve apparire giusto. Così come una Procura deve apparire “serena”; al netto del garantismo che per noi è la stella polare e non può che valere anche e sopratutto per loro. Ma sfidò chiunque conosca le cose di via XXX Gennaio ad affermare che lì vada tutto bene. In più, con un protagonismo, nei fatti, che non credo giovi alla causa della giustizia. Tanto da continuare ad avere in deroga il Pm di punta, Tarondo appunto, come “distaccato”, visto che ha superato abbondantemente il limite di 11 anni per permanenza in ruolo, col paradosso di un aggravio per l’erario di altre migliaia di euro al mese per distaccamento da altra sede. Credo che Tarondo meriti una brillante carriera altrove, lontano da queste ingombranti maldicenze. Restare qua significa, tuttavia, mortificare un territorio ed un Ufficio che deve apparire “giusto” e “sereno” oltre che esserlo realmente. Questo sgombrerebbe opacità dalle tante presunte “partite truccate”. Con Pm “giusti” e “sereni”, consulenti e collaboranti non tacciati di altro e magari giornalisti che facciano il loro lavoro e non i portavoce di potenziali cerchi magici. Il senso del libro di Bulgarella è questo; al netto delle vicende giudiziarie che, oggettivamente, sembrano surreali: leggere di Tribunali del Riesame e Pg di Cassazione che sventrano, letteralmente, inchieste assai farraginose con dichiaranti che sbagliano nomi di battesimo e legami con “prezzemolino Matteo Messina Denaro” a dir poco temerari, stando alla carte processuali, fa restare assai perplessi. Infine, un auspicio per il 2018: speriamo sia l’anno buono perché venga catturata la primula rossa. Non solo come siciliani, ma anche e soprattutto per togliere questo criminale da ogni inchiesta, servizio giornalistico, relazione di polizia giudiziaria, che ben lungi, sentenze alla mano in questi anni, dal trovare riscontro nei processi sono serviti a mascariare imprenditori e distruggere gran parte del tessuto socio-economico dell’isola con amministrazioni giudiziarie affidate a professionisti amici con gli esiti che le cronache di questi mesi hanno evidenziato nella loro drammaticità. Questa si, certa ed incontrovertibile. 

Da telesud3.com

Telesud, news e notizie aggiornate dalla provincia di Trapani.

Telesud 3 s.r.l. – via Isolella 13, 91100 Trapani - Direttore responsabile Salvatore Cammareri
Email: redazionetelesud3.com - Tel. 092325002 - Fax. 092324260
P.IVA: 01440320818 - TRIB. TRAPANI: 4555 - C.C.I.A.A. TRAPANI: 84190