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Cronaca

La caduta degli dei

L’editoriale del presidente di Telesud Marino sull’arresto di Montante

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La caduta degli dei

Antonello Montante, Roberto Helg, Luigi Miserendino, Rosy Canale, Silvana Saguto, le imbarazzanti gestioni familiari dell’ex Procuratore Nazionale antimafia Sciacchitano e chi più ne ha più ne metta. Sembra un lungo elenco di caduti; ed in effetti lo è. Solo che fino a poco tempo fa erano i Generali dell’Armata del Bene. Adesso, sono rovinati nel fango. L’ex numero uno di Sicindustria “spiava” i magistrati da una stanza segreta piena di dossier potenzialmente ricattatori. Helg chiedeva mazzette come l’ultimo picciotto di Brancaccio. La superstar di Libera Miserendino “un si vulia ammiscare” col Re dei detersivi Ferdico, sotto processo per mafia, mentre s’avia ammiscare per legge perché lautamente stipendiato da amministratore giudiziario nell’altro pozzo senza fine delle Misure di Prevenzione, una volta diretto dall’Onnipotente Saguto oggi radiata dalla magistratura. Giusto Sciacchitano, infine, con la moglie aveva un concetto tutto suo della legalità nella gestione dell’albergo Elena a Palermo. Chiaramente, ora, gli stessi che li hanno esaltati negli anni, tacciono o addirittura ne prendono surreali difese. Il mondo dell’associazionismo “contro le mafie”, a braccetto con i predetti signori nelle parate autocelebrative sbrodolandosi addosso vicendevolmente complimenti sul chi fosse il più paladino fra loro, che organizza “vertici antimafia” per ridicoli premiucoli al giornalismo scomodo che di scomodo non ha proprio nulla, confinato in sitarelli di nessuna importanza nel panorama dell’informazione italiana piuttosto che sciocchezze folcloristiche sui social, tace. La politica sempre prona in roboanti comunicati di congratulazioni, non pervenuta. I pochissimi, TELESUD fra questi, che hanno sollevato il malcostume di una antimafia farlocca messi all’indice da Poteri fortissimi ed incontrollati a rischio di gravissime ingerenze nella vita privata perché non allineati al conformismo dilagante. Davvero non si capisce cosa si aspetti a ribellarsi ad una deriva autoritaria di un mondo che ormai, con ogni evidenza, è diventato quella pericolosissima “sovrastruttura sociale” denunciata dalla famiglia Borsellino. Ridicole missioni estere in “viaggi premio” che sembrano tanto una presa di fondelli per chi li accoglie come quella dell’altra icona, anche lui oggi nella polvere, che risponde al nome di Antonio Ingroia derisa da Maurizio Crozza: “Dottor Ingroia, quanto è rimasto in Guatemala come SuperInvestigatore contro la criminalità organizzata?” Risposta: “Fai i bacagli, disfa i bagagli…,un paio d’ore!!” Della serie, oggi le comiche; ma da ridere c’è ben poco: “chi resta” è pericolosissimo e d’antimafia non ha proprio nulla. Proprio come quell’altra celebratissima eroina calabrese, condannata a 4 anni di carcere per distrazioni di fondi da un altra Fondazione “in prima linea” nella lotta alla criminalità organizzata, messa sul chi va là dalla madre: “Rosy, attenta, guarda che il denaro è dell’associazione”, Antimafia va da se; risposta della Canale: “Me ne fotto”. Appunto. Denaro&carriere; Potere per il Potere con prime pagine dei giornali anche per le loro conquiste amorose; questo vogliono. Di noi e della Mafia se ne fottono ma la usano benissimo. Alla prossima rovinosa caduta, siori&siori, il Circo Barnum continua e, ci spiace dirlo, anche a causa vostra che la pensate come noi, nonostante siate la stragrande maggioranza, ma non avete il coraggio di indignarvi. 

 

Massimo Marino

Presidente di Telesud

Da telesud3.com

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