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Cronaca

La “baraccopoli” del Serraino Vulpitta

Cumuli di spazzatura e abitazioni di fortuna. Così vivono dieci migranti all'interno della struttura gestita dall'Ipab

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La “baraccopoli” del Serraino Vulpitta

Cumuli di spazzatura, materassi a terra e abitazioni di fortuna costruite con assi di legno e vecchie lenzuola per ripararsi dal sole. Una piccola baraccopoli abusiva, nata all’interno della struttura appartenente all’Ipab  Serraino Vulpitta, da tempo abbandonato e terra di nessuno . All’interno, ci vivono circa dieci immigrati, tutti giovani tra i 22 ed i 25 anni, provenienti dal Gambia, Senegal e Somalia. Tra di loro anche qualche nord africano.  Lavorano nelle terre e sono incastrati nel limbo della burocrazia italiana, “diniegati” dalle commissioni asilo e incastrati nella lunga agonia dei ricorsi oppure in attesa di un rinnovo dei documenti che non arriva. Serve un contratto di lavoro ed una residenza che loro non hanno. All’interno di questo “non luogo”  mancano i servizi essenziali, dall’elettricità all’acqua. La scala antincendio è diventata una toilette. Una situazione al limite. Alle spalle il vecchio Cie, chiuso nel 2014. Inaugurato nel 1998, dopo appena un anno, venne danneggiato da un incendio. Un tentativo di fuga finito in tragedia in cui persero la vita sei extracomunitari.  Sulla vicenda, è intervenuto Vincenzo Catalano,  segretario del sindacato “Soggetto Giuridico”.

Da telesud3.com

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