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Politica

Il suicidio del centrodestra

A Trapani, i partiti e movimenti di riferimento al trio Salvini-Berlusconi-Meloni giocano una partita a perdere tutta in favore di Tranchida.

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Il suicidio del centrodestra

Giorni concitati quelli del centrodestra trapanese; dopo un apparente entusiasmo per la scesa in campo di Vito Galluffo, i moderati hanno fatto marcia indietro negli ultimi giorni. Tutto nasce dal veto della Lega al penalista comunicando in pompa magna che sarebbero andati da soli con un candidato “giovane e di rottura”. Che, però, a dieci giorni dalla presentazione delle liste, non hanno. Altro particolare di non poco conto, la Lega in città è letteralmente inesistente e con ogni probabilità, anche il 10 giugno, usciranno fuori dalle urne con percentuali dal prefisso telefonico. Cionondimeno, in nome non si sa di quale lungimiranza politica, è bastato questo per far saltare il tavolo per una candidatura, pronta, pulita ed autorevole. Una delle poche che ha deciso di metterci la faccia. Il nostro compito non è quello di fare il tifo per Galluffo piuttosto che per un altro candidato sindaco; è quello di raccontare i fatti. Ed i fatti dicono che in campo c’è un favorito, a detta di tutti Giacomo Tranchida; i grillini ad inseguire nell’ennesimo test amministrativo e la mina vagante Peppe Bologna. Il centrodestra, insomma, se un minimo di senno ancora pervade i loro leader, non ci arrampichiamo a parlare di real politik, avrebbe dovuto fare sintesi su un nome d’area autorevole in campo, visto l’assoluta evanescenza in cui versa; e Galluffo, indubbiamente lo è, a prescindere dalla sua potenziale forza elettorale. E soprattutto ha avuto il coraggio di fare un passo avanti, quando tanti altri, partiti con i favori del pronostico, sbandieravano disponibilità poi naufragate malamente. Dunque, a pochi giorni dalla presentazione delle liste si continua a parlare del nulla, quando ragionevolezza avrebbe dovuto portare a fare quadrato, dare una immagine di unità agli elettori e cercare di portare l’ex sindaco di Erice al ballottaggio dove avrebbero potuto, poi, giocarsi la partita nell’uno contro uno. Invece, pur sapendo perfettamente che, bene che vada, quel che resta del centrodestra a Trapani potrà arrivare fra il terzo e quarto posto, staccatissimi dal favorito, che ringrazia raccogliendo i frutti di tanta dabbenaggine politica. Infatti, è del tutto evidente che tutto questo temporeggiare indebolisce e demotiva i potenziali candidati consiglieri non potendo fare campagna elettorale sul territorio non avendo un progetto ed un primo cittadino da presentare agli elettori ed addirittura neanche uno straccio di simbolo da mostrare. Ecco, questa è la cronaca di questi giorni. Ripetiamo, non spetta a noi fare il tifo per alcuno dei candidati ne tanto meno prenderci prerogative politiche che spettano ai vari leader dei partiti e movimenti; alla fine saranno, come sempre, gli elettori a fare le loro scelte. Questo, tuttavia, è il quadro che si va rappresentando alle amministrative trapanesi.

Da telesud3.com

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