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Attualità

Focus sulla raccolta differenziata

L'approfondimento sulle nuove modalità della raccolta differenziata a Trapani. Il servizio stenta a decollare. Nelle zone del "porta a porta" sono stati rimossi i cassonetti. Ma i sacchetti dell'immondizia vengono lasciati per strada.

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Focus sulla raccolta differenziata

Da un lato c’è la poca collaborazione da parte dei cittadini. A partire da chi non rispetta le regole e non sa dove sta di casa il senso civico. Dall’alto c’è l’esigenza di aumentare, senza se e senza ma, la raccolta differenziata a Trapani, partita, dopo anni di rinvii e ritardi, in fretta e furia perché, tanto per cambiare, c’è l’emergenza rifiuti da affrontare. Da anni si va avanti così. E prima o poi i nodi vengono al pettine. Le discariche sono al collasso e la Sicilia rischia di affondare nella spazzatura. Così, a Palermo il presidente della Regione Nello Musumeci ha imposto ai Comuni di raggiungere il 35 per cento di differenziata entro fine maggio.  A Trapani, dove la raccolta differenziata è ancora a livelli piuttosto bassi, attorno al quindici per cento, finora affidata esclusivamente ai cittadini di buona volontà che portano i rifiuti all’isola ecologica del lungomare Dante Alighieri, o nelle campane e nei contenitori gialli e verdi presenti per le strade, il commissario straordinario Francesco Messineo lo scorso 28 marzo, in piena Settimana Santa e con i trapanesi alle prese con la processione dei Misteri, ha emanato un’ordinanza che punta a rispettare le indicazioni arrivato dal governo regionale. Ma il tempo per organizzare il tutto è di pochi giorni. In base all’ordinanza commissariale, la numero 30, il nuovo servizio sarebbe dovuto partire il 3 aprile, il giorno dopo Pasquetta. Ma, come ovvio, s’è dovuto da fare i conti con la macchina organizzativa, tutta da predisporre da parte della Trapani Servizi, la partecipata del Comune che si occupa della raccolta dei rifiuti oltre che dell’impianto di Belvedere e della discarica di Borranea. Così, dopo una riunione tenuta il 4 di aprile, arriva una seconda ordinanza, la numero 32, che conferma l’impalcatura del precedente provvedimento del commissario, rivedendo alcuni dettagli e fissando una nuova data per l’avvio: il 6 aprile. Inizia così il count down per i cassonetti presenti in città, che entro fine mese dovranno essere rimossi da quasi tutto il territorio comunale, eccezion fatta per alcuni quartieri, ovvero Cappuccinelli, rione Palma, Fontanelle e nelle zone nella parte Sud del centro urbano, lungo l’asse della via Virgilio, dove, al momento, non è stato previsto il “porta a porta” ma solo le postazioni mobili per il conferimento. Il tutto, però, senza alcuna fase “transitoria” per preparare i cittadini, a partire da una campagna di informazione e sensibilizzazione su “come” e “dove” si differenzia. Ma ci sarebbe anche da affrontare il problema dei contenitori per la differenziata per condomini e palazzi. E non solo. Ci sono tempi fisiologici per organizzare il tutto e preparare i cittadini alle nuove disposizioni, considerato che si tratta di una vera e propria “rivoluzione”, soprattutto per una città rimasta indietro di diversi anni rispetto agli altri centri urbani, dove la differenziata ha raggiunto livelli accettabili.

Con i rifiuti per strada

Trapani, in materia di raccolta differenziata, è rimasta a palo. Praticamente il capoluogo, tra centro urbano e frazioni, produce una media di cento tonnellate di spazzatura al giorno, raccolta nei autocompattatori per andare in discarica. Per di più con le strade spesso contornate da rifiuti ingombranti di ogni genere e tipo lasciati incivilmente dove capita prima. E se vogliamo dirla tutta, dove spesso finiscono anche i sacchetti dell’immondizia e rifiuti vari, dei residenti nei Comuni confinanti già con la differenziata avviata. I “furbi”, quelli che preferiscono bypassare le regole facendo di testa loro a scapito degli altri, non mancano mai. E adesso che i cassonetti stanno andando via anche a Trapani, l’immondizia viene lasciata per le strade, nei marciapiedi, nelle aiuole e dentro i contenitori dove dovrebbe andare solo la plastica o altri materiali. Le foto del momento, poi, sono con i sacchetti delle utenze domestiche accatastata tutt’attorno alle campane della differenziata . Così, senza alcun rispetto per il decoro pubblico. Il quadro va peggiorando di giorno in giorno, con la città che ogni mattina si sveglia sempre peggio, invasa in ogni angolo dai rifiuti. Mentre le postazioni per la differenziata restano pressoché vuote. In questi primi giorni di avvio del servizio è stata raccolta circa una tonnellata di umido. Mentre la quantità di immondizia indifferenziata, tra quella deposita nei contenitori e la spazzatura lasciata per strada, è rimasta invariata, sulla media di 100 tonnellate al giorno. Tanto quanto prima. L’obiettivo 35 per cento da qui a fine maggio sarà davvero duro da raggiungere. Insomma, questa prima fase di avvio può definirsi tutt’altro che “incoraggiante”. E le probabilità di arrivare ad un vero e proprio disastro, se non ci sarà una inversione di tendenza da parte di tutti, sono piuttosto alte. Il guaio è che, al momento, con questi presupposti, Trapani rischia davvero di trovarsi con le strade piene di rifiuti. Praticamente ovunque! Tra la spazzatura lasciata per le strade dove prima c’erano i cassonetti e quella invece messa davanti i portoni di casa nell’attesa di essere raccolti nell’ambito del “porta a porta”. Sacchetti che, vuoi o non vuoi, sembrano destinati a fare bella presenza, si fa per dire, sui marciapiedi e nelle vie cittadine per diverse ore. Precisamente anche dalla sera prima, dalle 19 in poi per essere precisi, in modo da arrivare puntuali al passaggio degli operatori, pianificato dalle 6 alle 12 delle giornate prestabilite in base all’umido o al secco indifferenziato. Il che porterà, inevitabilmente, alla formazione di cumuli davanti gli accessi delle abitazioni, visto che il centro urbano di Trapani è caratterizzato dalla presenza di palazzi e condomini. Ed al momento non c’è traccia degli appositi contenitori come quelli usati nelle altre località per la differenziata; si parla solo, per l’umido, di sacchetti trasparenti biodegradabili lasciati davanti l’ingresso delle abitazioni. Alla mercé anche di cani, gatti ed altri animali. Anche degli stessi gabbiani. Con la conseguenza che i rifiuti, diligentemente differenziati dai cittadini, finirebbero per strada. Un controsenso.

Dove non c’è il porta a porta

Altri problemi, invece, per le zone dove non è stato previsto il “porta a porta”. Qui invece bisogna fare riferimento esclusivamente alle postazioni mobili per l’umido. Mentre per il secco indifferenziato restano i cassonetti, ma solo per le giornate di martedì e giovedì, dalle 19 alle 5 del mattino. Ma a ben vedere nei contenitori “superstiti” finisce di tutto ed alla qualsiasi ora. Ed è probabile che anche molti cittadini che sono nel perimetro del “porta a porta”, pur di non differenziare, andranno a buttare la spazzatura nelle zone con ancora i cassonetti. Destinati quindi ad essere sempre stracolmi di immondizia mentre le postazioni della differenziata, i mezzi della Trapani Servizi posizionati nei punti individuati dall’amministrazione comunale, sono per lo più vuoti: a fine turno gli operatori tornano con pochi sacchetti dell’umido. Stessa storia per carta, plastica, vetro, cartone e metalli per cui sono state previste le stazioni mobili nelle giornate di martedì e giovedì. Ma in questo caso è possibile anche portare tutto direttamente nell’isola ecologica del lungomare Dante Alighieri, beneficando così degli sconti sulla Tari. Chi invece non può fare molta strada, come gli anziani, e vive nei quartieri dove non si fa “il porta a porta” deve obbligatoriamente recarsi nei punti di raccolta. Dovendo fare i conti con i mezzi che sono spalmati per tutto il centro urbano, solo sette. A questi si devono aggiungere i due operativi nella macro area del “porta a porta”, ovvero a piazza scalo d’alaggio e piazza Vittorio Emanuele, e quelli delle frazioni. Anche queste rientrano nel ritiro diretto dell’immondizia davanti casa. In tutto sedici postazioni. Di cui meno della metà, ovvero sette, nei quartieri dove i cittadini devono fare riferimento solo sulle postazioni mobili, che non è detto che siano proprio vicino casa. Spesso c’è da fare parecchia strada a piedi o di attraversare più di un isolato. Una difficoltà in più per quelle persone, senza auto e magari con problemi fisici per spostarsi, come gli anziani ed i disabili, che sono costretti magari a recarsi nella parte opposta del loro quartiere per portare il sacchettino dell’umido, possibilmente di pomeriggio con il sole che picchia forte. Persone, che magati non possono fare riferimento su nessuno, che vorrebbero fare il loro dovere differenziando. Ma sono impossibilitati a portare il sacchetto dove previsto dal Comune per evidenti motivi di età o per altri aspetti legati a problemi motori. Come devono fare queste persone?

 La differenziata s’ha da fare

La città, intanto, continua a presentarsi con le strade invase dai rifiuti. Con i sacchetti di rifiuti accatastati nei punti dove prima c’erano i cassonetti dell’immondizia. Appare evidente che la situazione appare sempre più difficile, con diversi problemi sul tavolo sono diversi. Ed in un modo o nell’altro dovranno essere risolti. Di sicuro c’è che la differenziata è l’unica soluzione per fronteggiare le continue emergenze rifiuti, che tra l’altro portano a continui aggravi fiscali a carico dei contribuenti. Per non parlare degli aspetti ambientali, con le discariche ormai sature ed i problemi igienico sanitari che si possono venire a creare in caso di difficoltà nella raccolta. Cassonetto e sacchetto unico non funzionano più. Bisogna imparare a dividere i rifiuti entrando nell’ottica del riciclo, portando sempre meno spazzatura nelle discariche. Ma per fare ciò bisogna preparare i cittadini trapanesi, facendo i conti con il contesto sociale dove i provvedimenti devono poi essere applicati. L’avere tolto nell’arco di quindici giorni i cassonetti ha portato ad avere le strade del centro urbano piene di rifiuti. Le scene di questi giorni sono allarmanti. Molti trapanesi non sembrano avere recepito le nuove modalità di conferimento. O forse, in taluni casi, non vogliono proprio saperne di adeguarsi, continuando imperterriti a fare di testa propria. Dall’altro lato, c’è da dire, che una “rivoluzione” del genere poteva essere organizzata e preparata meglio, con un po’ più di cautela e sicuramente con meno fretta. Certo, dal governo regionale sono arrivate precise indicazioni ed a Palazzo D’Alì il commissario Messineo non ha potuto fare altro che dare seguito a quanto stabilito dal presidente Musumeci. Ma continuando di questo passo l’obiettivo dei 35 per cento entro fine maggio, cioè tra poco più di un mese, rischia di resta una chimera, con la città piena di rifiuti per strada in un quadro di generale caos. La situazione di questi giorni imporrebbe una serie riflessione su cosa fare. Le scelte dell’amministrazione comune, vuoi o non vuoi, devono fare i conti con la realtà. E la realtà è quella di un capoluogo di provincia, a vocazione turistica, invaso dai rifiuti, con l’emergenza che appare sempre più dietro l’angolo e dove bisogna fare i conti anche con l’inciviltà di chi proprio non vuole saperne di rispettare le regole. Una cosa è però certa: i cittadini trapanesi dovranno cambiare le loro abitudini, imparando a differenziare ed a rispettare le regole e le modalità del nuovo sistema di raccolta, da rivedere in molti suoi aspetti. Siamo all’anno zero e si sapeva che non sarebbe stato facile. Dopo questo avvio travagliato, il prossimo step sarà quello Energetikambiente, l’azienda che si è aggiudicato il bando indetto dalla Srr Trapani Nord servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. E tra i vari lotti c’è pure quello per il capoluogo. Si aspetta la firma del contratto. Dopodiché partirà il nuovo servizio di raccolta, con il personale della Trapani Servizi che passerà alla Energetikambiente. La partecipata del Comune continuerà invece a gestire l’impianto di Belvedere e la discarica di Borranea. Probabilmente questo passaggio dovrebbe avvenire il prossimo autunno. E ci potrebbero essere novità non da poco, a partire dai kit e gli appositi contenitori domestici per la differenziata. Nel frattempo, a Trapani si svolgeranno le elezioni per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. E c’è da vedere quali saranno i piani del prossimo esecutivo di Palazzo D’Alì in materia di rifiuti. I problemi sul tappeto sono tanti ed impongono una prospettiva politica per trovare soluzioni e fare adeguare la città falcata agli altri centri urbani, dove ormai i cassonetti e l’immondizia per strada sono un lontano ricordo.

L’emergenza è dietro l’angolo

Non essere partiti a suo tempo assieme agli altri comuni dell’hinterland ha permesso ai trapanesi di mantenere le proprie abitudini, in netta controtendenza rispetto al resto del paese e dell’Europa, ovvero quelle del sacchetto unico dell’immondizia con lancio nel cassonetto, mentre altrove iniziava la rivoluzione di suddividere i rifiuti e rispettare le regole del conferimento. E ciò ha fatto restare la città al palo, quando in altri territori ormai sono stati raggiunti livelli di tutto rispetto. A Trapani, invece, dobbiamo fare ancora i conti con la spazzatura per le strade. A volte portata anche dai residenti di altri comuni. Certo, si continua a pagare il prezzo dell’inciviltà delle persone. Ma anche quello di non avere messo in campo, a tempo debito, scelte mirate per fare cambiare mentalità, con le buone o con le cattive, ai trapanesi che proprio non vogliono capire che le pubbliche vie non sono discariche dove lasciare di tutto. Da questo fronte, per quel che riguarda i controlli, c’è ancora tanto da fare. Per iniziare si potrebbe incominciare a multare chi non rispetta le regole. Sono previste sanzioni fino a 500 euro. Ed in alcuni casi, come pe l’abbandono di rifiuti ingombranti e pericolosi, può scattare anche la denuncia penale. Come ovvio, c’è bisogno di una mirata attività di vigilanza da parte dei vigili urbani. Ma non solo. Nell’ordinanza del commissario, tra l’altro, si parla anche della possibilità di controlli da parte degli ispettori ambientali. Ma a girare per le strade trapanesi, sembra sempre più evidenti come per arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ci sia bisogno di una vera e propria task force con controlli praticamente h24. Magari potenziando il servizio di videosorveglianza con le apposite telecamere mobili collegate alla centrale operativa del comando della Polizia Municipale di Trapani. Anche perché, oltre ai sacchetti dell’utenza domestica, continua a tenere banco il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti, una piaga che proprio non si riesce ad arginare. Dall’oggi al domani spunta sempre di tutto, da vecchi mobili ed elettrodomestici, a sanitari e scarti edili, fino a materiali pericolosi e nocivi per la salute, come l’eternit. Lasciato praticamente dove capita. In pieno centro urbano, così come nei terreni e nelle campagne dell’hinterland, che in alcuni punti somigliano a delle vere e proprie discariche a cielo aperto. È evidente ormai come la situazione abbia superato la soglia d’allarme. E situazioni estreme impongono scelte straordinarie. Qui in ballo non ci sono solo gli aspetti ambientali e quelli del decoro pubblico. Ma anche evidenti fattori igienico sanitari che rimandano alla salute delle persone. Sia per la presenza, spesso e volentieri, di rifiuti pericolosi, ma anche perché i cumuli di spazzatura, con gli scarti alimentati che finiscono per terra, creano le condizioni ideali per la presenza di topi ed insetti. C’è poi il problema del percolato sulle strade. E quello dei cattivi odori. Un biglietto da visita tutt’altro che edificante per la citta ed una vera e propria figuraccia davanti ai turisti presenti. Insomma, non si può continuare a sottovalutare il problema, limitandosi a rimuovere, se e quando possibile, questi rifiuti. Che puntualmente, dopo essere stati rimossi, si ripresentano dopo pochi giorni. In alcuni casi anche nel giro di ore. Appare sempre più evidente come a Trapani il problema dell’inciviltà sia ormai arrivato a livelli di vera e propria emergenza sociale. Una questione con cui tutti, ma proprio tutti, soprattutto chi rispetta le regole e paga le tasse, devono fare i conti. E l’importo a carico della collettività sembra destinato ad aumentare sempre più. Sia in termini di euro che per i danni ad un territorio bellissimo, continuamente deturpato ed offeso. Piuttosto che essere protetto e valorizzato.

Mario Torrente

 

Da telesud3.com

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