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Cronaca

Castelvetrano, operazione “Ulisse”

Scoperta maxi truffa ai danni della Regione. Fiumi di gasolio a 90 centesimi al litro

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Castelvetrano, operazione “Ulisse”

Tonnellate di carburanti consumati in frode ed oltre 50 imprese coinvolte. E’ il risultato dell’operazione “Ulisse”, messa a segno dalla Guardia di Finanza di Castelvetrano che ha portato alla luce una maxi truffa ai danni della Regione Siciliana. Fiumi di gasolio a 90 centesimi per i “furbetti” del rifornimento “facile”. Un prezzo sicuramente allettante se confrontato con quello alla pompa che oggi si aggira intorno ad 1,5 euro/litro. i denunciati, 43 in tutto,  ora rischiano sanzioni per un valore complessivo pari ad oltre mezzo milione di euro e fino a 5 anni di reclusione. L’articolata operazione,trae origine da una analisi di rischio condotta attraverso le banche dati in uso al Corpo, le cui risultanze sono state “incrociate” con i dati trasmessi periodicamente alla Guardia di Finanza dall’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Trapani. I finanzieri hanno passato al setaccio le imprese agricole di 8 Comuni in provincia di Trapani rilevando gravi incongruenze tra i dati presenti nei registri delle imprese e quelli forniti dagli stessi imprenditori alla Regione Siciliana. I militari delle Fiamme Gialle, dopo aver esaminato i fascicoli aziendali delle imprese agricole e le relative posizioni alla Camera di Commercio, hanno svelato un collaudato sistema di frode perpetrato da oltre 50 imprese le quali, attraverso numeri di registrazione inesistenti o riconducibili a soggetti cessati, hanno falsamente attestato alla Regione Siciliana di essere pienamente operative e regolarmente iscritte al registro delle imprese agricole. Tra queste sono state individuate imprese prive di iscrizione alla Camera di Commercio da oltre 15 anni, partite IVA cessate da oltre 8 anni e evasori “totali” sin dal 2003. Emblematico il caso di una ditta individuale cancellata d’ufficio dalla Camera di Commercio per “sopravvenuta mancanza dei requisiti di impresa” la quale, nonostante ciò, avrebbe consumato in frode oltre 7 quintali di carburanti rigorosamente acquistati a prezzi agevolati. Nel complesso 48 sono i “furbetti” finiti nel mirino degli investigatori e segnalati alla Procura della Repubblica per i reati di falso, truffa ai danni dello Stato e sottrazione al pagamento dell’accisa su un quantitativo complessivo di carburante pari ad oltre 111.000 litri. Per 25 di loro è scattata anche l’aggravante prevista dal Testo Unico Accise per chi sottrae all’accertamento quantitativi di carburante superiore a 2.000 Kilogrammi. In questo caso la pena della reclusione sale da 3 a 5 anni. 

Da telesud3.com

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