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Politica

Batosta a 5 Stelle

Ennesima delusione grillina alle amministrative. Il neo sottosegretario Santangelo da la colpa "alla vecchia politica". 

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Batosta a 5 Stelle
Tutti i commentatori, indistintamente, hanno attribuito le responsabilità della sconfitta alle scelte del Senatore Santangelo. Cosi come lo scorso anno, quando indicó Marcello Maltese, anche allora senza comunarie; ma quest’anno la batosta è stata assai più pesante. 10% per la lista e poco più per Giuseppe Mazzonello; suo fedelissimo che gli è stato negli anni un po’ di tutto: staff politico, addetto stampa, insomma tuttofare lanciato come candidato sindaco. “Incoronazione” criticata dalla base che tuttavia non ha avuto il coraggio di opporsi ai vertici del partito. Tanti sono stati gli attivisti grillini a lamentarsi con la nostra redazione delle scelte di Santangelo, ma invitati a “metterci la faccia” hanno preferito lasciar perdere. Indice che, nei 5 Stelle, non c’è ancora la maturità per condurre battaglie interne, consapevoli che con ogni probabilità sarebbero sbattuti fuori, come accaduto altrove. Mazzonello è sembrato da subito assai inadeguato per arginare l’armata tranchidiana, soprattutto sotto il profilo mediatico cosi come nei contenuti. Ma le responsabilità politiche non possono che essere dei leader che fanno le scelte e sul territorio, indubbiamente, il leader è lui: Maurizio Vincenzo Santangelo. Il parlamentare ha commentato a caldo la vittoria di Tranchida con uno stringato “ha stravinto la vecchia politica”. Una analisi superficiale e per di più contraddittoria visto che in tanti gli hanno ricordato che appena 3 mesi fa gli stessi elettori avevano tributato un clamoroso 50% ai pentastellati. Così come la sua nomina a sottosegretario è stata quanto di più “vecchio” la politica possa esprimere; nessun merito acquisito sul campo, ma soltanto fedeltà assoluta al capo. Con Berlusconi si chiamavano yes men. Una cattiva abitudine che non hanno certamente iniziato i grillini ma diffusa trasversalmente nell’arco costituzionale di chi si è alternato al potere, cui i 5 Stelle si sono presto uniformati. Comunque, le note positive non sono mancate per loro. A Trapani sono state elette due giovani consigliere che tanto potranno dare a Palazzo Cavarretta; Pantelleria ha espresso il secondo sindaco in provincia con Vincenzo Campo. Buoni anche i risultati negli altri comuni chiamati al voto con circa il 15% a San Vito Lo Capo ed a Paceco. Numeri di tutto rispetto, visto il gap che i grillini ancora scontano nei piccoli centri. Ma, inutile negarlo, le aspettative erano tutte per il capoluogo; certamente nessuno pensava che replicassero il risultato del 4 marzo, troppo diverso il sistema di voto. Tutti gli addetti ai lavori avevano fissato nel 25% l’asticella sotto la quale sarebbe stata sconfitta. Il risultato è stato ben al di sotto. Attribuire al povero Mazzonello ogni “colpa” onestamente sarebbe troppo; ma Santangelo di ammettere le responsabilità del risultato non ne ha voluto sapere. Anche qui, come tanti suoi illustri predecessori della politica che “più vecchia” non si può. Sorvoliamo sulla nomina di Mazzonello come assessore a Pantelleria perché il riciclaggio dei trombati più che da Prima Repubblica è da Repubblica delle Banane. La stessa che i 5 Stelle hanno strepitato a destra e a manca fermo, poi, piazzarsi amici e parenti alla prima occasione utile…

Da telesud3.com

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