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Cronaca

Archiviazione per la Di Gaetano

L’amministratrice della Firriato ha ricevuto l’archiviazione sulla denuncia presentata dalla Cantina Siciliana che nel frattempo chiede in sede civile il risarcimento per oltre 150 mila euro.

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Archiviazione per la Di Gaetano

“Firriato è lieta di comunicare che l’accusa di contraffazione e utilizzo abusivo del marchio “Cantina siciliana”, scaturita dalla denuncia dello chef Pino Maggiore, è stata archiviata dal Gip presso il Tribunale di Trapani, Caterina Brignone, in quanto gli accertamenti svolti “hanno consentito di escludere qualsivoglia responsabilità”. Cosi comincia il comunicato stampa inviato ieri dall’Azienda vinicola, comprensibilmente soddisfatta per questo primo pronunciamento da parte di un giudice di merito. “L’azienda – che ha sempre agito nel pieno rispetto delle leggi e dei diritti dei terzi, continua la nota… – si riserva di assumere ogni iniziativa per ottenere adeguato e dovuto ristoro degli ingenti e milionari danni d’immagine, patiti a seguito di un’accusa gratuitamente denigratoria rispetto alla quale l’Autorità Giudiziaria trapanese ristabilito la verità, riconoscendo la totale innocenza di Firriato.” Una vicenda, comunque, che sembra ben lungi dall’essere conclusa visto che la stessa Brignone “rileva che le indagini espletate hanno evidenziato il pieno e diretto coinvolgimento di Zyw Davy – responsabile della Direct Wines, distributore inglese dell’azienda vinicola – in separato procedimento, che avrebbe rassicurato la Firriato che l’azienda fosse in ordine al coinvolgimento del Maggiore nel progetto”. Appresa la notizia, lo chef Pino Maggiore si riserva di ricorrere gerarchicamente al decreto; altrettanto, c’è da capire, se “altri” siano restati indagati per presunte responsabilità sui fatti che restano, tuttavia, assai surreali per la dinamica che portò alla distribuzione, tramite l’inglese Direct Wines, di un prodotto con tanto di nome dello chef e logo della Cantina Siciliana nell’etichetta. Infatti, Maggiore, nella denuncia presentata ai Carabinieri di Trapani, chiese di “accertare presunte condotte delittuose in concorso di 4 persone”, però non di Irene Di Gaetano, entrata “d’ufficio” nel procedimento in qualità di rappresentante legale. Fra questi, lo stesso Zyw e Salvatore Di Gaetano, all’epoca dei fatti “membro del CDA e titolare del 98% delle azioni della Firriato”. Su quest’ultimo, in particolare, non è chiaro se la posizione sia stata stralciata assieme a quella del dipendente della Direct Wines o vada verso l’archiviazione. Ma il noto ristoratore trapanese, che proprio in queste settimane ha festeggiato i 60 anni della suo locale aveva già depositato una citazione in giudizio contro la Firriato che tramite un triangolo di collegate – responsabili in solido a dire della parte attrice – l’inglese Direct Wines, appunto, e di una società satellite, la A.V.S., che ha sede legale nello stesso stabilimento pacecoto, si sarebbero rese protagoniste di una vicenda che oggettivamente è apparsa da subito “curiosa”. 150 mila euro più una serie di somme accessorie fra le quali una “royalty ragionevole che tenga conto a posteriori dell’illecita utilizzazione”; questa la richiesta depositata al Tribunale di Catania che già si era pronunciato lo scorso settembre con la sua sezione specializzata in materia d’impresa nei confronti delle convenute in 4 pagine di misure cautelari, oggettivamente, dure. Provvedimento impugnato e sul quale la Giudice Adriana Puglisi si pronunciò lo scorso dicembre revocando “l’ordinanza precedente ritenendo l’insussistenza del periculum in mora. In sostanza, il Presidente di Corte, senza entrare  nel merito della vicenda oggetto del pendente giudizio di merito, si è limitato a revocare le misure cautelari ritenendo interrotta, sulla base del verbale di precedente sequestro penale, la produzione e distribuzione del vino oggetto di contraffazione.” Adesso il giudizio di merito intentato dal legale di Maggiore, Rosarina Iacona nei confronti delle due aziende vedrà la prossima udienza il 12 novembre con l’esame delle richieste istruttorie formulate dalle parti. Insomma, la parola fine sembra ben lontana dall’essere scritta.

Riceviamo e pubblichiamo dalla Azienda Firriato

Con riferimento all’articolo dal titolo “archiviazione per la Di Gaetano” pubblicato da telesud in data 25 settembre 2018 si precisa quanto segue: Salvatore Di Gaetano non è mai stato indagato ed è sempre rimasto estraneo al procedimento: sulla base della denuncia presentata da Pino Maggiore, la Procura trapanese ha ritenuto di svolgere investigazioni nei confronti della legale rappresentante di Firriato, riconoscendone, all’esito delle indagini, l’assoluta correttezza. Risulta dunque errata l’affermazione secondo cui non sarebbe chiaro se la posizione di Salvatore Di Gaetano sia stata o meno stralciata, per la semplice ragione che l’autorità giudiziaria non ha mai neppure ipotizzato un suo coinvolgimento nel procedimento.

Da telesud3.com

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