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Cronaca

Archiviazione per Bulgarella

Dopo tre anni chiusa l'inchiesta per riciclaggio. Cade l'accusa per mafia

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Archiviazione per Bulgarella

Il Giudice per le indagini preliminari di Firenze Alessandro Moneti ha disposto l’archiviazione dell’indagine a carico di Andrea Bulgarella per il reato di riciclaggio eliminando ogni aggravante relativa al metodo ed alla finalità mafiosa. Così, dopo quasi 3 anni si chiude la parte del procedimento più doloroso per il costruttore trapanese, quando, nell’ottobre del 2015, fu raggiunto, assieme ad alcuni stretti collaboratori, da un provvedimento di sequestro di documenti contabili, e non solo, da parte della distrettuale antimafia fiorentina. Un epilogo amaro, però, per l’ex presidente del Trapani Calcio, che in una nota diramata questa mattina commenta “d’aver rischiato di vedere distrutta la sua vita imprenditoriale, ma che con tenacia, tuttavia, sia riuscito a resistere”. Una vicenda che ha destato assai clamore nella stampa locale e nazionale che è continuata ad essere stata seguita con il solito voyerismo di maniera dai soliti media intruppati nell’Antimafia praticante durante le altalene dei ricorsi gerarchici, fra Riesame e Cassazione sulla legittimità e merito del provvedimento di sequestro allora disposto dai PM di Firenze. Oggi, però, la stessa Procura ha richiesto l’archiviazione perché non ci sarebbe stato alcun investimento illecito nell’attività imprenditoriale di Bulgarella, tanto meno di provenienza mafiosa, facendo cosi cadere le accuse di riciclaggio con l’aggravante d’aver favorito Cosa Nostra ed in particolare la primula rossa Messina Denaro. Nel comunicato stampa dell’impresa si legge ancora che “l’indagine nasceva da elementi poco consistenti, se non irrilevanti, da ricostruzioni inesatte, da sospetti e calunnie di noti imprenditori mafiosi, oggi diventati falsi “collaboratori di giustizia”…, che però ha creato un grave danno di immagine a tutta l’attività del Gruppo”. Nella nota, anche l’intervento di uno dei suoi legali, Nino Caleca: “il provvedimento del Gip è nettissimo – scrive il penalista -, poiché si legge: non ci sono prove che attestino flussi di denaro o altre utilità di provenienza illecita reimmesse in attività economiche dell’imprenditore”. Dall’inchiesta originaria, adesso, restano in piedi contestazioni minori sui rapporti con alcuni Istituti di credito sulle quali dovrà pronunciarsi la Procura territorialmente competente. “Mi rimane un rammarico – conclude Bulgarella –: ancora una volta avevo dato agli investigatori la disponibilità ad essere interrogato. Avrei dato la prova documentale ed indiscutibile di come fossero assolutamente infondati anche gli iniziali sospetti. Con i miei esposti, il mio comportamento e le richieste di aiuto ai migliori servitori dello Stato ho sempre denunciato “la partita truccata” e come testimoni della mia condotta e dei miei valori ho sempre indicato coraggiosi uomini delle istituzioni”. “In questo momento – scrive infine il costruttore – voglio ringraziare i legali e tutti i miei collaboratori che mi sono stati sempre vicini. Il mio pensiero va agli imprenditori siciliani onesti come me, schiacciati da false accuse, da abili manipolatori e da inchieste montate ad arte. Io ho avuto il coraggio di resistere, e contrattaccare anche per loro”.

Da telesud3.com

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