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Attualità

Abusivismo edilizio e concessioni demaniali

L’associazione regionale Akàsa, guidata da Sabina Gianquinto, interviene in merito ad una norma sulla valorizzazione del demanio marittimo introdotta nella finanziaria regionale

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Abusivismo edilizio e concessioni demaniali

Case abusive, porto turistico, scelte del governo Musumeci e limite di confine tra interessi pubblici e privati. Questi, in sintesi, i punti salienti di una nota diramata alla stampa dall’associazione Akàsa, nata nel 2014 per tutelare il diritto di proprietà in rapporto con il patrimonio naturale. La presidente, Sabina Gianquinto interviene a seguito dell’introduzione di una norma da parte del Governo Musumeci alla legge di stabilità, in fase di discussione all’Ars, riguardante la “valorizzazione dei beni del demanio marittimo regionale”. Rispetto al 2016, sono previste delle sostanziali modifiche. Il testo infatti prevede la concessione ai privati, al fine di recuperare il patrimonio, in cambio del diritto di utilizzare quel patrimonio per fini commerciali. Privati- sottolinea l’associazione Akàsa- che andranno individuati esclusivamente ed autonomamente con decreto dell’assessore regionale per il territorio e l’ambiente, senza più la prevista votazione dalla commissione ambiente e nessun confronto con gli Assessori dell’Economia, dei Beni Culturali e dell’Agricoltura. Da qui il riferimento al progetto per il porto turistico di San Vito Lo Capo presentato dalla società “Marina Bay”. Il piano prevede una concessione per 48 anni e la disponibilità di oltre 114 mila metri quadrati, tra specchio d’acqua, area demaniale e comunale. Così la presidente dell’Associazione Akàsa, Sabina Gianquinto, fa alcune considerazioni al riguardo evidenziando come molte case, costruite entro i 150 metri dalla battigia, siano state e siano ad oggi oggetto di demolizione. Ad esempio Marausa. A quale titolo allora, si chiede la Gianquinto, la ditta “Marina Bay” potrebbe edificare in un’area con divieto assoluto di costruzione, che pone il vincolo dei 150 mt. dalla battigia del mare.
Altro interrogativo è come mai ciò che è da demolire per i PRIVATI che hanno costruito in assenza di concessione, venga concesso a PRIVATI e con fini commerciali. Infine, la presidente di Akasa si chiede per quale principio di trasparenza sia lecito consentire che tale patrimonio costiero venga gestito autonomamente dall’Assessore Regionale per il territorio e l’ambiente.

Da telesud3.com

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